Ritorno di sera

Quando il silenzio pennella tenui colori
sullo sfondo di miti pensieri,
cade l’autunno con la sua danza di foglie
e muto rimane il canto di una vita che si addormenta.
Un velo leggero di aria umida
imperla i fili d’erba di gocce lucenti.
L’attesa dei primi raggi di sole…
e si dissolve la pena notturna di qualche vecchio dolore.
E nel mezzo rimane uno sguardo,
sorpreso e rapito ogni volta da tanto meraviglioso mistero.
Ma poi inciampa, incauto, nella solitudine del tempo,
che sfoca all’orizzonte di una via,
dove ancora la luce resiste al calar della sera.
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Fuori c’è

Esplode quel che non si può trattenere.
Con l’irruenza di un fiume in piena,
di una rabbia riversa su vecchi rancori,
come schegge impazzite di un ordigno nascosto
da una vile esistenza capace solo di armarlo.
Ed esplode quel che non si può trattenere,
come lacrime calde sul viso,
per un sogno appena infranto,
o per una gioia che invade il cuore
e risale a risplendere nei nostri occhi.
Esplodono i nostri silenzi d’indifferenza,
le nostre finte malattie per non osare.
Ma fuori c’è,
tutto quello che forse abbiamo dimenticato.
Non serve a nulla volerlo,
bisogna solamente farlo.
O esploderà dentro l’animo,
al più, con un impercettibile rumore.
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Respiri notturni

La notte si sbraccia sul caldo del giorno
e lo stempera soffiando brezza fresca dai monti.
Serata di festa che ora è finita,
inciampando appresso a poche stelle cadenti.
Solo la brace del fuoco rosseggia e sospira.
Tutt’intorno è tornato il silenzio
che ora copre l’eco di voci gioviali e rumore di sedie intorno alla tavola.
Rivedo gli occhi che brillano,
i visi distesi colorati da momenti felici,
un pò per la gioia di esserci,
un pò per quel generoso vino che ci ha accompagnato.
Ogni cosa è tornata al suo posto.
Anche la luna, tonda e fiammante,
che sparge il suo guardo indiscreto in ogni pertugio
ed illumina a giorno prati e sentieri.
Nel bosco aleggia il mistero di animali raminghi
ed improvvisi rumori, senza timore.
Rimango ancora un pò, a chiuder bottega,
senza fretta, quasi con la certezza che piccoli doni
siano rimasti dentro di noi.
E con un beffardo sorriso,
a dispetto del nostro continuo scolpire sogni,
in solitudine,
in riccioli di tenero burro.
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Al vento

Ci stordiscono parole vuote, ogni momento,
riempiendo spazio apparentemente libero,
imprigionandolo in uno sterile brusio di sottofondo della nostra vita.
E poi non ci rimane niente,
solo una grande fame.
E ci metto queste mie,
appendendole, come simboli di preghiera,
ad un sottilissimo filo di noia e di riscatto.
Om …

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A chi importa

Piove ancora su questa pagina nera,
macchiata di sangue e d’inchiostro.
Colano dubbi profondi e tristezza,
amaro risveglio da un sonno mai fatto.
Ma che importa se nessuno la legge.
Piove ancora su esili gambe malferme nel fango,
sui volti scarni sporcati da tanta fatica,
su povertà trasparente ad occhi consunti dall’opulenza.
Ma che importa se siamo chiusi nelle nostre stanze dorate.
Piove ancora su quelle terre straziate da bombe,
lanciate da grida di guerra,
sul tappeto di una quotidiana violenza che miete vite come fossero messi falciate.
Ma che importa a chi non sente rumore e si volta dall’altra parte.
Piove ancora su un mare che inghiotta storie e speranze,
un mare ucciso due volte e dove non si trova un approdo sicuro.
Ma che importa se basta cambiare canale,
cercare altre spiagge senza pensieri e dolori.
Piove ancora ma non è acqua benefica.
Non nutre la solitudine ed il lento morire di uomini che hanno perso cuore e ragione.
E continuerà a piovere,
diluirà le nostre intenzioni e le nostre ferme promesse.
Si, continuerà a piovere,
nonostante il sole faccia già capolino sui nostri volti inadempienti.
Ma a chi importa?
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Parole tra i sassi

La sera si svuota da rumori molesti
e lascia spazio ai colori distesi
di un tranquillo tramonto.
Lascio sparse parole tra i sassi
di un solitario sentiero
e mi incammino fra la tenera erba
ed i richiami misteriosi sussurranti tra i rami.
Perdere il tempo per prolungare un sorriso.
Salire dove ancora c’è luce
e sfuggire all’oscura presenza di un’inquietudine.
Poter alzare lo sguardo all’infinito,
dove ancora tutto è possibile,
anche se non realizzabile!
Affondo tra le radici di un albero
ed il veloce disperdersi di un rivolo d’acqua.
Impasto emozioni con tutto quello che trovo
e colmo la rabbia che vorrebbe prendersi gioco di me.
La sera è sazia di pace, quassù.
L’aria si raffresca e torna la voglia di un focolare,
accanto a te,
che hai pazienza e ti sento vicina,
quando lacrime amare disperdo per terra.
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