Fuori c’è

Esplode quel che non si può trattenere.
Con l’irruenza di un fiume in piena,
di una rabbia riversa su vecchi rancori,
come schegge impazzite di un ordigno nascosto
da una vile esistenza capace solo di armarlo.
Ed esplode quel che non si può trattenere,
come lacrime calde sul viso,
per un sogno appena infranto,
o per una gioia che invade il cuore
e risale a risplendere nei nostri occhi.
Esplodono i nostri silenzi d’indifferenza,
le nostre finte malattie per non osare.
Ma fuori c’è,
tutto quello che forse abbiamo dimenticato.
Non serve a nulla volerlo,
bisogna solamente farlo.
O esploderà dentro l’animo,
al più, con un impercettibile rumore.
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Falso poeta

Rubo parole qua e là,
a volte solo lettere che poi infilo una accanto all’altra,
come perline di collane colorate.
Senza inganno, forse con un poco di scaltrezza,
trovandole sui sentieri avventurosi della vita.
Sono un selvaggio,
in un mondo di grandi signori,
un falso poeta,
che non può definirsi uno spirito libero
per sfuggire alla metrica ed all’ignoranza.
Ma mi permetto di dire,
senza recar offesa,
di esser Imbrattator gentiluomo,
che all’uscita di scena
non scorda di restituire quanto preso,
fino all’ultimo respiro…
o forse all’ultima bugia.
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La ballata del morso

Assodato che il tempo è passato
appresso ad una storia che non è mai nata,
assodato che il tempo buttato
è rubato ad una vita donata,
ora speri che qualcosa ritorni,
porti quello che non hai trovato.
Piangi lacrime che non avresti voluto,
preghi dei di ogni colore
ma rimane profondo e gelato
il fiato della morte sul cuore.
Aiuto dottore, mi faccia guarire;
aiuto profeta, non mi ingannare;
disposto a cedere ogni mia lira
che nessuno però vuole incassare.
Assodato che a queste parole,
manca una musica per poterle sentire,
guardo in silenzio il tuo animo stanco
che non ha occhi per potermi vedere.
Assodato che nulla rimane
appresso ad una storia che non è mai nata,
lascia pure le tue inutili cose
e rendi almeno una volta un coraggioso sorriso
a quello che è stato!
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Al vento

Ci stordiscono parole vuote, ogni momento,
riempiendo spazio apparentemente libero,
imprigionandolo in uno sterile brusio di sottofondo della nostra vita.
E poi non ci rimane niente,
solo una grande fame.
E ci metto queste mie,
appendendole, come simboli di preghiera,
ad un sottilissimo filo di noia e di riscatto.
Om …

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A chi importa

Piove ancora su questa pagina nera,
macchiata di sangue e d’inchiostro.
Colano dubbi profondi e tristezza,
amaro risveglio da un sonno mai fatto.
Ma che importa se nessuno la legge.
Piove ancora su esili gambe malferme nel fango,
sui volti scarni sporcati da tanta fatica,
su povertà trasparente ad occhi consunti dall’opulenza.
Ma che importa se siamo chiusi nelle nostre stanze dorate.
Piove ancora su quelle terre straziate da bombe,
lanciate da grida di guerra,
sul tappeto di una quotidiana violenza che miete vite come fossero messi falciate.
Ma che importa a chi non sente rumore e si volta dall’altra parte.
Piove ancora su un mare che inghiotta storie e speranze,
un mare ucciso due volte e dove non si trova un approdo sicuro.
Ma che importa se basta cambiare canale,
cercare altre spiagge senza pensieri e dolori.
Piove ancora ma non è acqua benefica.
Non nutre la solitudine ed il lento morire di uomini che hanno perso cuore e ragione.
E continuerà a piovere,
diluirà le nostre intenzioni e le nostre ferme promesse.
Si, continuerà a piovere,
nonostante il sole faccia già capolino sui nostri volti inadempienti.
Ma a chi importa?
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Accedi

Sempre lo stesso, all’apparenza,
per chi cede lo sguardo all’indiffernza,
all’abitudine,
alla stessa fermata del tram, alla solita ora,
con lo stesso sorriso e quella paura fra i denti,
di un tempo che passa, sempre lo stesso,
senza fiato, come queste parole, senza respiro.
Mi fermo, porto dentro una folle dose di serenità,
niente connessione ad un unico account,
ma un continuo download con un fiore che sboccia,
un seme che cresce,
un’alba che fa capolino sopra il cuscino
ed un tramonto che si ritira altrove,
oltre il confine di una nutrita speranza.
Che ingarbuglio, vero,
che strano modo di sporcare questa pagina bianca.
E tutto passa, comunque, nonostante soldi,
tecnologia e successo,
nonstante debiti, trabiccoli ed inciampi.
Solo una cosa rimane la stessa:
la  sorpresa quando ritrovo ad ogni stagione,
un fiore che sboccia,
un seme che cresce,
un’alba che fa capolino sopra il cuscino
ed un tramonto che si ritira altrove,
oltre il confine di una vigorosa speranza.
Ma solo se abbracciato a qualcosa che abbia a che fare
con il subbiglio del  cuore!
In fondo sono nato per amare, come te …
anche oltre il dolore,
e se ti strappo un sorriso, non è rubare,
è scambiarsi per un’infinitesimo istante
la pelle dell’anima e sentire lo stesso calore.
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