Respiri notturni

La notte si sbraccia sul caldo del giorno
e lo stempera soffiando brezza fresca dai monti.
Serata di festa che ora è finita,
inciampando appresso a poche stelle cadenti.
Solo la brace del fuoco rosseggia e sospira.
Tutt’intorno è tornato il silenzio
che ora copre l’eco di voci gioviali e rumore di sedie intorno alla tavola.
Rivedo gli occhi che brillano,
i visi distesi colorati da momenti felici,
un pò per la gioia di esserci,
un pò per quel generoso vino che ci ha accompagnato.
Ogni cosa è tornata al suo posto.
Anche la luna, tonda e fiammante,
che sparge il suo guardo indiscreto in ogni pertugio
ed illumina a giorno prati e sentieri.
Nel bosco aleggia il mistero di animali raminghi
ed improvvisi rumori, senza timore.
Rimango ancora un pò, a chiuder bottega,
senza fretta, quasi con la certezza che piccoli doni
siano rimasti dentro di noi.
E con un beffardo sorriso,
a dispetto del nostro continuo scolpire sogni,
in solitudine,
in riccioli di tenero burro.
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Campo libero

Si quieta la sera
dopo l’incanto di un inatteso tramonto.
Le nuvole lasciano un varco alla luce
che ora dipinge un angolo scuro di questa stanza.
Nasce un profondo respiro
e gli occhi si staccano dalle pagine scritte di un libro.
I pensieri ritornano a contare le ore che passano,
a raccogliere cocci e pregiate emozioni,
come fossi un mercante che non teme la merce invenduta.
Non si è mai soli quando apri gli occhi alla vita.
La brezza accarezza la sera,
che cala il suo asse di riposo e silenzio
tra questa valle ricca di fatica e di storia.
Quante cose ho cercato
prima di rendermi conto di averle già avute.
Mi abbraccia il rumore del bosco,
mi inebria il suo odore di muschio,
il suo potere che rinsalda la nostra stessa alleanza.
E tutto continua, nonostante le nostre fermate.
Ma non è tutto perso,
quello che accade mentre credi di essere altrove.
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In canto

Lo sai che fuori c’è un vento freddo
e le nuvole basse si strusciano sopra le cime degli alberi,
gocciolando a terra il sudore del loro cammino?
Guarda, il fumo dei comignoli insegue il corso del fiume
e l’acqua scorre veloce lungo i sentieri e l’erba riversa come un inchino.
Dove è il tuo pensiero? Nei tuoi occhi scorgo lampi di temporale
e scrosci di rabbia? Ed io, dietro quale scenario compaio?
Ti tengo le mani che tremano, come se questa distanza
potesse violare e ferire.
Eppure lo so che hai bisogno di questo,
di un amore che non sfiorisca col tempo e perda vigore.
Insieme. Come voli d’uccelli con una meta precisa,
temerari oltre ogni distanza,
gregari e capitani dello stesso vascello.
La sera cala le carte su questa giornata,
forse bara, ma non resta che concederle gloria.
Mi addormento con te, sopra il tuo morbido seno
che ora lentamente solleva le mie paure
e concede un profondo respiro ai nostri silenzi.
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Nota a perdere

Pioggia leggera su questa sera discreta.
Piove piano sulle prime gemme schiuse
e sulla tenera erba.
Piove piano negli occhi di un vecchio
che guarda i ricordi dal vetro di una finestra
e ancora piove piano sui giovani amanti
che bruciano dubbi e paure, insieme.
Piovono piccole gocce sul sentiero che luccica,
sulla staccionata coperta di muschio,
su una mano tesa che ancora soffre.
Piove piano dentro questa sera leggera,
dentro le nuvole che abbracciano i monti
desiderosi di queste carezze.
Piove piano sui misteriosi rumori del bosco,
sui confortanti rumori di casa,
sui rumori dell’anima.
E piove ancora sulla superficie di queste parole,
mentre non solo gocce, penetrano a fondo,
si confondono
e non rimane più traccia.
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Senza una rosa

Romantico.
E’ il tuo sorriso di liquirizia,
dolce amaro come i tuoi occhi
gettati oltre le cose che ti sono davanti.
E non serve una rosa sopra il cuscino
per riempire d’amore la stanza.
Ci bastiamo,
con le nostre carezze ed i nostri sospiri,
con il meglio ed il peggio di noi,
abbracciati ad un dolce e lungo abbandono.
Che il mondo fuori continui da solo.
Romantici,
per un’ora o forse più,
o forse per sempre,
asciugando lacrime sparse qua e là sulla pelle,
raccogliendo cocci di sogni che non si avverano più,
conservando nel cuore quel che è possibile.
Stasera la luna imbiancherà le strade deserte
ed i sentieri silenti del bosco.
Filtrerà come una ladra dalla finestra,
ammiccando le nostre lenzuola
e ruberà un po’ di calore da un fuoco amico.
Romantico,
è quel tuo sorriso di liquirizia
che si scioglie lentamente nel mio.
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Un tempo mascherato

Un tempo lungo che si ribalta,
come genuina terra  sferzata dalla lama di un aratro.
Lo sguardo rimbalza sulla dolce collina
e cala lungo i vigneti spogli,
fino a perdersi nella foschia che risale i prati vicini.
Sulla strada deserta che porta al paese, silenziosi coriandoli,
sparsi come i pensieri che mi accompagnano.
Custodi d’ immagini, di sorrisi e di burle, di profumi di festa e di bambini solari vestiti di sogni.

Respiro da un’antica porta dell’animo.
A noi grandi rimane un agrodolce sapore di tempo
che si ribalta.
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Respiro

Spazio che si dilata
e respiri,
spazio che si comprime
ed affondi.

Linee non troppo immaginarie,
confini invisibili agli altri
ma ben marcati nella tua testa.
Un passo e sei al di là,
un altro passo e non puoi ritornare.
Un pendolo che oscilla
tracciando solchi per terra.
Assomigliano a rughe del viso,
dove scorrono lacrime e compaiono sorrisi.

Fuggo più in alto, dove c’è buio
e posso vedere le luci tremule in fondo alla valle.
Silenzio, il freddo che punge la pelle scoperta
ed una strana pace che si diffonde nel corpo.

Spazio che si dilata
e respiro.
Una linea che si cancella.
Una ruga rivela un sorriso.
Ritorno.
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