Doppio effetto

…al di là di un sorriso,
come l’inizio di una frase senza maiuscola,
tanto che non ricordo dove l’ho letta o sentita.
Ma adesso è qui,
spontanea come se l’avessi sempre capita,
chiara anche ad occhi chiusi,
speciale, come un abbraccio che non mi aspettavo.
Sei la notte della luna immensa,
così luminosa da sembrarmi un presagio,
un misterioso enigma pronto a svelarsi.
Nel silenzio di questa stanza, ecco che ne sento la voce;
sembra la tua, la sua, la vostra o la mia.
Danzano i pensieri sfidando l’impeto della ragione,
se li trascina a fondo il mare dell’improbabile.
Come sei bella stasera,
poesia di un bacio rapito all’oblio
e dal sapore di cioccolato fondente.
Ti gusto con calma,
ti lascio fare,
chi può rubarci questo tempo, adesso.
La notte inciampa nella morsa del gelo
ma non annoda il filo rovente dalla nostra passione.
… al di là di un sorriso,
come la fine inattesa di una frase senza soggetto
tanto che non importa se veramente c’è stata.
Ti sussurro …sei mia.
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Sarò con te

Trattieni le lacrime
che riempiono i tuoi occhi, offuscandoli.
Mi accorgo e cerco di evitare che cadano,
proprio ora che hai bisogno di forza e coraggio.
Ti cedo poche parole, te le offro dal mio passato dolore;
forti e sicure, come puntelli per sorreggere la tempesta in arrivo.
Anche fuori cadono piccoli fiocchi di neve,
sul bosco che si addormenta per risvegliarsi domani, a primavera.
Il gioco del tempo che passa,
tempo che sfugge quando il sorriso non è mai abbastanza,
tempo che incide la pelle del cuore se ci circonda la notte che sa di paura.
Trattengo le lacrime
ora che sei andata via.
Te lo devo, per darti una via da seguire, da guarire.
La brace si spegne, lentamente
ma rimane calore fra queste mura di casa.
Il freddo è alla porta, sui sentieri e negli angoli bui.
Non entrerà in questa stanza,
non permetterò che canti tristezza.
C’è bisogno di altro,
perchè quella vita ha bisogno di altro
e forse anche di piangere per avere finalmente capito.
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Azzardo

Sospeso,
tra il volo di una bellissima foglia
che cade,
ed un pensiero
rimasto impigliato tra i rami.
Neppure questa brezza d’autunno
riesce a spingerlo via,
confonderlo nei colori delle pozzanghere.
Sfugge ai miei occhi
ma non inganna il mio animo
che vibra ad ogni piccolo passo.
Ed è un profondo respiro,
tra tanti che non ricordo,
a farmi girare di scatto
e scommettere ancora
di averti vicino.
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Piccolo

Cala la sera portandosi appresso uno sciame di stelle.
Il vecchio carpino lentamente si spoglia,

lasciando a terra i respiri e le calde carezze.
Come un amico,
ascolta in silenzio il mio borbottare.
Aspetto appoggiato al suo tronco rugoso
che l’ultimo abbozzo di luce spezzi quei limiti che premono il cuore.
Libero di non desiderare altro
e di risvegliarsi all’ultima smorfia di luna.
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Con forza

Non sono le parole a perdere di significato
e neppure i silenzi che le dividono.
E’ la forza di chi cerca di esprimerle
che può mancare,
così come non basta il corso di un fiume
per portare acqua al mare,
se la sorgente è asciutta.
Piove su questo bizzarro Settembre,
sulle vigne spoglie da grappoli e cure,
sulle piscine vuote e le finestre chiuse.
Si respira odore di muschio e funghi,
si pensa al calore della stufa ancora spenta,
si riapre una pagina di un libro abbandonato
e si guarda al cielo come ad un ricordo già lontano.
E la voglia che ho di te,
diventa tenera passione,
colore di foglie che mutano e meravigliano,
profumo di pelle ancora dorata dal sole,
sapore di baci che aprono sigilli sul cuore.
Non sono le parole che mancano nella vita di un uomo,
neppure i silenzi che apparentemente la sospendono.
A volte, è solo la forza di continuare un sogno,
di alimentare una speranza,
di amare ancora come un tempo,
anche quando sembra non si possa fare.
E si attende il sole…
come aprire gli occhi e ritrovare i tuoi.
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Respiri notturni

La notte si sbraccia sul caldo del giorno
e lo stempera soffiando brezza fresca dai monti.
Serata di festa che ora è finita,
inciampando appresso a poche stelle cadenti.
Solo la brace del fuoco rosseggia e sospira.
Tutt’intorno è tornato il silenzio
che ora copre l’eco di voci gioviali e rumore di sedie intorno alla tavola.
Rivedo gli occhi che brillano,
i visi distesi colorati da momenti felici,
un pò per la gioia di esserci,
un pò per quel generoso vino che ci ha accompagnato.
Ogni cosa è tornata al suo posto.
Anche la luna, tonda e fiammante,
che sparge il suo guardo indiscreto in ogni pertugio
ed illumina a giorno prati e sentieri.
Nel bosco aleggia il mistero di animali raminghi
ed improvvisi rumori, senza timore.
Rimango ancora un pò, a chiuder bottega,
senza fretta, quasi con la certezza che piccoli doni
siano rimasti dentro di noi.
E con un beffardo sorriso,
a dispetto del nostro continuo scolpire sogni,
in solitudine,
in riccioli di tenero burro.
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Falso poeta

Rubo parole qua e là,
a volte solo lettere che poi infilo una accanto all’altra,
come perline di collane colorate.
Senza inganno, forse con un poco di scaltrezza,
trovandole sui sentieri avventurosi della vita.
Sono un selvaggio,
in un mondo di grandi signori,
un falso poeta,
che non può definirsi uno spirito libero
per sfuggire alla metrica ed all’ignoranza.
Ma mi permetto di dire,
senza recar offesa,
di esser Imbrattator gentiluomo,
che all’uscita di scena
non scorda di restituire quanto preso,
fino all’ultimo respiro…
o forse all’ultima bugia.
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