Al caldo del cuore

Freddo pungente in questo quadro d’autore.
La neve gelata geme sotto il peso delle punte d’acciaio.
Nessuno risponde a questo continuo lamento,
nemmeno gli abeti vestiti di bianco.
A cosa servono le parole,
che rimangono liquide,
come il ruscello che scorre sotto la lastra di ghiaccio.
Qua e là, vecchie impronte di animali raminghi
si perdono e si confondono.
Fantasmi al mio cospetto, in queste prime ore dell’alba.
A passo di marcia risalgo il pendio,
oltre lo spazio del bosco
e lo sguardo si espande alle cime maestose,
irraggiungibili.
E’ vero, la fatica insegna ad essere umili,
perchè molte di queste cose resteranno anche dopo di me.
Sempre più freddo, quassù
ed il fiato sono sbuffi,
pennacchi di vita che volano via.
Ma guarda, anche i pensieri seguono lenti,
a volte persi in mille ricami
per poi tornare pimpanti
se la quota richiede attenzione.
Ma ad ogni passo qualcosa s’aggiunge
ad un bagaglio che non porta peso,
ma tenerezza e poesia nei solitari luoghi dell’animo.
Solo, senza solitudine,
nell’inverno che regna,
ma consapevole che nel cuore di questo apparente deserto,
rinasce sempre una vita.
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Cruciale

Più la vita sfugge, più si apprezza.
Perchè aspettare?

“Sotto questa luce di luna piena
respiro nella notte i pendii bianchi.
Il freddo pungente della cima
non è niente, al confronto
del calore e della serenità dell’animo.

Più la vita sfugge,
più comprendo la grandezza e la potenza
del battito del cuore.
E lo sguardo spazio su ciò che sono
per poi accoccolarsi in quel l’attimo sospeso.”
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Sulle cime

Dove osano le aquile
e dove osa il mio sguardo
ed il mio cuore.
Su queste balze
tra massi ed erba,
dove gli irti pendii
sovrastano l’audacia dell’uomo.
Passo sicuro
sulla via tracciata,
dove sta di vedetta la stella alpina
ed il mio pensiero vola alto,
senza timore di cadute.
Piccolo uomo
tra le braccia di madre terra,
a volte amica nell’azzurro dei suoi cieli
ed a volte indifferente quando irata.
L’aria è fresca
e nel canalone resiste la neve dell’inverno.
Le altre cime giocano a nascondino con le nuvole
e mentre il sole si rincorre con la luna,
intravedo verso valle,
al limitar del bosco,
lo splendido danzar dei cervi.
Il ritorno verso valle sarà lungo
ma nessuna fatica
può limitare la profondità dei miei respiri,
paghi di questa splendida altitudine.

Un pò come nella vita

E’ una fredda serata perchè il cielo è stellato. Stasera correvo sull’argine del fiume, risalendo e seguendone il tracciato scuro. Il sole è tramontato da qualche ora portandosi via la bellezza dei colori. Una flebile luce riflessa da una strada poco lontana illumina debolmente il mio sentiero. Ora il corpo è caldo, il sangue scorre rapido nelle vene ed il respiro ha ripreso a danzare con i miei passi. Gli occhi non cercano di vedere oltre a quel che il buio gli concede. L’acqua scorre vicina verso valle e mi indica la via. E’ un buio che non fa paura, ma ti culla nel percorso; ci sono gli alberi che come sentinelle ti proteggono dal bosco nero. E se ora gli occhi non possono vedere ciò che sai esistere alla sorgente di questo fiume, con la mente visualizzi una montagna e la tua vita, e come una piacevole magia lasci che i pensieri si intreccino fra loro…

Penso a quelle mattine in cui c’è buio, come adesso, e ti ritrovi con pochi amici per quella meta che è una cima da salire. Con attenzione hai preparato il materiale necessario, perchè nulla deve mancare di quel che ti potrà servire, ma nello stesso modo il tuo viaggiare dovrà essere leggero. Un pò come nella vita quando capisci che appesantirti di rimpianti e di rimorsi ti rallenta il cammino ed a volte ti fa fermare. La partenza è sempre il momento più importante perchè è l’ultima possibiltà per controllare il tuo bagaglio. Dopo non avrai nient’altro se non quello che hai ritenuto valesse la pena di portare.

E si comincia a salire, sai che le ore sono lunghe ma non c’è impazienza, non c’è violenza nei tuoi passi, che restano cadenzati come al ritmo di un tamburo. Sai che la montagna ti ha insegnato a non avere fretta, ad averne rispetto, perchè così come può essere dolce, nello stesso modo può essere amara. Devi dare quel che hai, a volte con sacrificio, ma già sai che la ricompensa sarà sempre superiore.

Un pò come nella vita mi ha insegnato l’umiltà del percorso, il saper cogliere nel viaggio l’essenza del momento, che ritrovo nel fiore che sboccia dalla neve che si scioglie, o dalle goccie fresche e trasparenti di un ruscello. Mi ha insegnato il coraggio delle mie scelte ma anche lezioni dure della stupidità di chi osa di più di quel che può fare. Un pò’ come nella vita. Imparare che c’è il tempo del sorriso ed il tempo della concentrazione, perchè il sentiero ora è esposto e non puoi sbagliare. Dopo ci sarà il tempo del riposo. E anche quando sei in cima e capisci perchè bisogna salire per vedere oltre, la momentanea gioia e la sensazione di potenza, scaturita dal voltarsi a guardare il tuo cammino, si mitiga con la dimensione spaziale del tuo sguardo. In fondo ti rendi conto che sei una piccola parte nell’immensità di quegli spazi.

Un pò come nella vita impari che non sei solo, che tutto interagisce in ogni istante, che sei salito insieme e grazie ai tuoi compagni. Sei uno in tutto, come il vento che ti soffia addosso, come quel falco che vola nel cielo, come la marmotta che hai appena incontrato, come il guardare negli occhi il tuo compagno e vedere il tuo stesso viso, bruciato dal sole di un ghiacciaio, bagnato dalla bufera della neve che cristallizza nei suoi occhi. Un pò come nella vita se ti accorgi che non sei solo, ma altri occhi cercano una risposta e forse un’aiuto per ritrovare la strada del ritorno.

La montagna mi ha insegnato il valore di un goccio d’acqua, quando nei ghiaioni assolati non c’è sorgente, mi ha insegnato che il passo deve essere sicuro come la presa sulla parete, mi ha insegnato che se vuole sa essere indifferente al tuo dolore, mentre tu in cuor tuo stai urlando perchè non hai capito. E un pò come nella vita mi ha insegnato che ci sono momenti in cui devi fermarti, oggi quello non è il tuo sentiero, in cui continuare è stupido e non devi dimostrare a nessuno, e tanto meno a te stesso, che non hai fallito: la saggezza è avere il coraggio di fermarsi a poche decine di metri dal traguardo, nonostante il sudore che hai sprecato, nonostante la fatica che hai provato, e dirsi che ci sarà un’altro giorno per ritornare.

Altro ancora mi ha insegnato la montagna, così come un filo parallelo alla mia vita. E so pure che queste mie lezioni le ha provate chi è sceso dentro il mare, chi ha attraversato le pianure sconfinate o le distese di ghiaccio desolate. In fondo la natura ha la stessa lezione per chi vuole imparare, che tu sia sulle vette di splendide montagne od a contatto con le incognite del mare.

Rimane poi quell’esperienza parallela che rivive nelle azioni di ogni giorno.