Evento casuale

Aspettare che la porta si apra,
dire due parole,
lasciare le altre nel cassetto.
Meglio che portarsi addosso il silenzio,
quello dell’ultima parola spenta in gola,
tra il morso di una redine che frena.
E se fuori continua a piovere,
dentro diluvia,
inondazione che travalica i fragili argini.
Tutto dura come la lettura di un giornale,
perchè domani siamo altrove,
nuove storie da riscrivere.
Frammenti che indicano un intero ormai scomposto,
nuovo materiale per chi ha la forza di costruire sul passato,
forse senza errori.
E’ così che vuoi, stasera.
Non cercare di seguirmi
ma restami vicino più che puoi.
Tornerò.
.
..

….

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