Regina di fiori

Lentamente scende la sera,
con il passo elegante di una regina.
Tutto intorno silenzio e colori,
una tela leggera nel cielo
ed una mano che indica un posto lontano.
Passi lenti tra i fiori di campo
che ondeggiano alla brezza serale.
Piccole impronte nel fango
tradiscono discrete presenze;
non la mia,
che scivola muta ma con l’animo in cerca
di un grande respiro.
Luci che tremolano in fondo alla valle.
Un giorno di festa finisce,
i sorrisi e le storie ora sono ricordi
che riportano sempre sulla strada di casa.
La regina saluta la corte riunita.
Luccicano le prime stelle ad oriente.
La notte ha calato il suo nero mantello.
Ci sono parole che osano dove altre si fermano,
risvegliano sogni dove c’era miseria
e riscaldono il cuore bagnato da una fresca rugiada.
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….

Luna densa

Una luna pensierosa, seduta a ponente, forse guarda il luccichio del mare morire nell’abbraccio della riva. Più in là, le luci delle città nascondono i respiri delle cose, buone e cattive che siano. Solo nel buio della montagna, sulle alte cime dei ghiacciai, risplende il suo malinconico riflesso.
Luna in attesa del ritorno di fratello sole, mai così lontano in questo angolo di cielo. Quasi freddo come il tempo che passa rotolondo, come una nota triste di una canzone che non puoi dimenticare.
La vorrei per me, come se potesse alzarsi da un momento all’altro, salutare ed andare via. Lasciare un posto così vuoto da non poter essere occupato.
Una luna dalla faccia misteriosa, forse rigata dalle lacrime o dalle rughe di un sorriso. Ed io ancora qua, con le radici nella terra, sospinto da un soffio di vita che scende dalla valle e si perde nel tremolio delle foglie estive.
Nulla di nuovo, se poi un ricciolo di luce compare ad oriente. Non è più tempo per pensare, nemmeno per la luna che si volta mostrando il suo sguardo trasparente e mi lascia andare,
come tanti.
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A due passi da …

Un mondo nuovo e perchè?
Non è già meravigliosamente bello quello che abbiamo?
Forse è il cuore indurito di alcuni
che dovrebbe cambiare;
anche i pensieri, quelli malvagi e distorti
che assottigliano il senso dell’anima
rendendola fumo nell’aria.
.
Respiro quest’aria fresca e pulita
tra maestosi larici millenari
ed impervi sentieri scavati da un umile lavoro di antiche mani.
La quiete di questi boschi
è un invito ad un bene comune,
a sentire quell’amore universale che rende piccole le differenze.
Eppure, tristemente, ci si accorge
come per tanti di noi è solo silenzio,
mancanza di voce senza valore.
.
Nell’abbraccio di queste montagne
non c’è posto per una lacrima, adesso.
E’ solo meravigliosamente bello…

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KO

Eccoti,
all’angolo del ring!
Con la fronte grondante di sudore appiccicoso
ed il sangue che si secca sopra il labbro.
Lo sguardo fisso all’altro angolo
che pare lontanissimo,
perchè i tuoi occhi non riescono a chiarire la visione.
Il respiro incespica nell’aria puzzolente
ed il petto gonfio, mostra l’affanno del tuo corpo.
I secondi che si affannano,
fingendo miracoli che non possono mai fare;
neppure puliscono i pensieri e le paure.
La tua mente si allontana dal rumore
e cede alla pace di una luce che svanisce.
Suona nuovamente la campana

o così pare…
KO
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Un grande centro

I sogni non sono mai troppo grandi.
Nemmeno l’amore non è mai troppo grande.
Il dolore si, quello a volte è proprio così grande
da non vederne la fine
e non ricordarne l’inizio.
Eppure con i sogni ho combattuto il dolore
e nell’amore ho trovato la forza di ricominciare.
Il dolore rimane nell’aria come un sordo rumore,
un basso stonato che irrompe improvviso
ed in altri momenti sembra tacere.
In queste onde di vita,
il mare della speranza;
un giocarsi di giorni e di notti,
tra l’incanto di un’alba e il lento morire di un tenace tramonto.
Seguo curioso questo arco di vita,
che porta con sè,
moltitudine di frecce da scagliare nel cuore,
senza ferire.

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E’ nell’animo

Sottile, quasi trasparente.
Come il respiro lieve dopo un sogno
o come la carezza di una madre al figlio.
A volte impercettibile, confuso,
ma così potente da squarciare il piombo di un dolore.
Una deflagrazione di emozioni,
talvolta trattenute per paura.
Un moto dentro l’animo, come onde che riposano nell’abbraccio di una riva,
in un luogo sconosciuto ma che ci portiamo appresso,
disperati od incoscienti,
desiderosi di una vita che ci incalza ed aspetta compagnia.
Sottile, ora trasparente,
uno sguardo puro che percorre la nostra storia,
vera o falsata che sia.
Come il tuo grido che nascondi nel rumore della gente
e nella notte abbandoni in un angolo di periferia;
ma non ti lascia mai.
E’ nell’animo, imperturbabile,
come la nostra essenza,
così diversa dalle sfumature di riflessi che non ci fanno mai brillare.

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