Alba urbana

L’odore del caffè nella cucina
invade la solitudine del primo mattino.
I rumori del traffico sono bassi
e penetrano debolmente le mura,
lasciando in pace sbadigli e pensieri.
Fioca la luce dell’alba che rischiara la strada
e la rugiada fa mostra di sé
su auto e giardini.
Il primo freddo d’autunno,
le mani che stringono forte il calore di una tazza,
ed il respiro si allunga
ed indugia su ricordi e promesse.
Una mattina come tante,
come se ogni giorno fosse lo stesso
e lo fossi anche tu. Che dolce bugia!
L’orologio sul muro è insolente.
La sedia vuota
e l’ombrello rimane accanto alla porta.
Oggì non pioverà, almeno lo speri.
.
..

….

Un’altalena

Di nuovo un tiepido sole scalda la valle.
Le nuvole hanno strisciato altrove i loro mantelli
ed ora i monti si ergono guardiani del mio riposo.
L’autunno che sembra lontano,
ma le prime foglie ingialliscono
e la vigna è pronta a dare i suoi frutti.
Accompagno il corso del fiume
che reca la furia passata sulle sue rive.
Ora l’acqua scorre tranquilla
e porta con sé i miei pensieri e le mie ragioni.
Un po’ su, per raggiungere un sogno,
un po’ giù, quando l’amaro del tempo sbagliato
si pone tra noi.
Ed intanto il vento della vita sulla faccia,
un sorriso che si alterna ad un pianto,
quelle piccole cose da condividere,
adesso, preziosi momenti da regalarsi senza rimpianto.
La legna accatastata mi ricorda che nulla è per sempre,
e se il tempo sembra bruciare ogni cosa,
qualcosa rimane, per chi lo sa trovare.
.
..

….

Il tempo dei grilli

Che sia un pianto
questo instancabile finire dei grilli?
Malinconico suono che accompagna una sera raminga
ed il mesto appassire di fiori e colori.
La finestra socchiusa sul mondo
e la brezza del monte che smuove la tenda
e risveglia gli assonnati pensieri.
Mi attardo con un ricordo. Poi lo inseguo e lo perdo.
Una luna smorfiosa che guarda ad oriente
si prende gioco di me,
o forse aspetta qualcuno o forse niente.
Come me,
come il brusio della gente davanti all’altare,
quando prega un dio su richiesta e poi si dimentica.
Ma non si stancano mai questi grilli?
Non sanno che il tempo ruba ciò che non fai
e lascia poi lacrime come mancia?
Ma che ne sanno.
Il loro tempo non porta numeri sui calendari,
non gela i sorrisi nelle fotografie,
mentre la sabbia che scorre nella clessidra del cuore
scava una ruga che non puoi nascondere
ed a volte, nelle fredde sere invernali, fa male.
.
..

….

Regina di fiori

Lentamente scende la sera,
con il passo elegante di una regina.
Tutto intorno silenzio e colori,
una tela leggera nel cielo
ed una mano che indica un posto lontano.
Passi lenti tra i fiori di campo
che ondeggiano alla brezza serale.
Piccole impronte nel fango
tradiscono discrete presenze;
non la mia,
che scivola muta ma con l’animo in cerca
di un grande respiro.
Luci che tremolano in fondo alla valle.
Un giorno di festa finisce,
i sorrisi e le storie ora sono ricordi
che riportano sempre sulla strada di casa.
La regina saluta la corte riunita.
Luccicano le prime stelle ad oriente.
La notte ha calato il suo nero mantello.
Ci sono parole che osano dove altre si fermano,
risvegliano sogni dove c’era miseria
e riscaldono il cuore bagnato da una fresca rugiada.
..

….

Luna densa

Una luna pensierosa, seduta a ponente, forse guarda il luccichio del mare morire nell’abbraccio della riva. Più in là, le luci delle città nascondono i respiri delle cose, buone e cattive che siano. Solo nel buio della montagna, sulle alte cime dei ghiacciai, risplende il suo malinconico riflesso.
Luna in attesa del ritorno di fratello sole, mai così lontano in questo angolo di cielo. Quasi freddo come il tempo che passa rotolondo, come una nota triste di una canzone che non puoi dimenticare.
La vorrei per me, come se potesse alzarsi da un momento all’altro, salutare ed andare via. Lasciare un posto così vuoto da non poter essere occupato.
Una luna dalla faccia misteriosa, forse rigata dalle lacrime o dalle rughe di un sorriso. Ed io ancora qua, con le radici nella terra, sospinto da un soffio di vita che scende dalla valle e si perde nel tremolio delle foglie estive.
Nulla di nuovo, se poi un ricciolo di luce compare ad oriente. Non è più tempo per pensare, nemmeno per la luna che si volta mostrando il suo sguardo trasparente e mi lascia andare,
come tanti.
.
..

….

A due passi da …

Un mondo nuovo e perchè?
Non è già meravigliosamente bello quello che abbiamo?
Forse è il cuore indurito di alcuni
che dovrebbe cambiare;
anche i pensieri, quelli malvagi e distorti
che assottigliano il senso dell’anima
rendendola fumo nell’aria.
.
Respiro quest’aria fresca e pulita
tra maestosi larici millenari
ed impervi sentieri scavati da un umile lavoro di antiche mani.
La quiete di questi boschi
è un invito ad un bene comune,
a sentire quell’amore universale che rende piccole le differenze.
Eppure, tristemente, ci si accorge
come per tanti di noi è solo silenzio,
mancanza di voce senza valore.
.
Nell’abbraccio di queste montagne
non c’è posto per una lacrima, adesso.
E’ solo meravigliosamente bello…

.
..

….

KO

Eccoti,
all’angolo del ring!
Con la fronte grondante di sudore appiccicoso
ed il sangue che si secca sopra il labbro.
Lo sguardo fisso all’altro angolo
che pare lontanissimo,
perchè i tuoi occhi non riescono a chiarire la visione.
Il respiro incespica nell’aria puzzolente
ed il petto gonfio, mostra l’affanno del tuo corpo.
I secondi che si affannano,
fingendo miracoli che non possono mai fare;
neppure puliscono i pensieri e le paure.
La tua mente si allontana dal rumore
e cede alla pace di una luce che svanisce.
Suona nuovamente la campana

o così pare…
KO
.
..

….