Riscritto

Cancello tutto,
anche se non posso;
fingo di scrivere su un foglio bianco
ma piccole tracce si mostrano
e l’inchiostro appare dello stesso colore.
Giro la pagina
ed inganno il lettore distratto,
ma non la memoria che affiora
e riversa visioni scomparse da tempo.
Spengo la luce
e la notte si mostra un’amica beffarda.
Tra le mani sento il ruvido foglio
e nulla può arginare
parole, parole e respiri.
La resa è l’unico appiglio.
Nel silenzio sorrido,
non ho mai cancellato i tuoi occhi,
solo il rumore di incerte parole.

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Il buio di una sera

Cancello, ancora prima di scrivere.
Lettere sulle dita che non vogliono staccarsi,
appiccicose come resina di pino.
Osservo titubante questo foglio vuoto,
emana una eco di dolore.
O come vorrei ingannarti,
se non fosse per questo inchiostro nero
che scende lacrimando sul mio viso.
Bianco su bianco e dentro un sottile solco rosso,
una ferita che non guarisce con il tempo.
E così cancello, fingendo di non vedere sulla pagina
quello che un’anima riconosce sulla pelle.
E così cancello, un ritornare effimero,
come se niente fosse veramente niente,
come se tutto fosse ancora riscrivibile.
Illuso, per aver atteso la primavera con lo stesso fiore.
Cancello anche questa sera, così diversa da me,
da questo brivido che sale e si smorza in gola.
Nessuna voce,
anche se il passato urla e straccia la mia nuova veste.
Nero su nero ed un pò di inchiostro bianco
su una mano amica.
Nel buio di una sera
aspettava queste mie parole.
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Pensieri a perdere

Aggiungo altre parole al silenzio
come lettere mai finite e mai spedite.
Rileggo il passato in controluce,
filtrando a modo mio quel dolore sordo
che increspa e rende opaco
il sorriso di una fotografia.
Un passo indietro
come aver perso una chiave per la strada,
un passo avanti perchè ormai non serve più.
Quanti occhi su queste parole
e quanti aliti di vento
hanno smosso le mie visioni.
Ma altro tempo ha consumato le mie scarpe nuove.
Un pizzico di colore sul viso,
ora che l’estate morde gli angoli dei nostri sogni.
Ho sempre pensato che siamo un arcobaleno di emozioni
dopo un temporale, che è la vita.
Credo ancora che tu sia il cielo della mia esistenza.
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Vicino al cuore

Tuoni lontani rumoreggiano
e promettono rovesci sulla terra che chiede acqua.
L’aria calda si mescola alla brezza fresca di monte
ed il respiro si fa leggero,
come una carezza che vuole bene.
Contemplo l’infinito di questo momento.
Gli occhi indagano le nuvole nere
e la mente è rapita da nuovi pensieri.
La campana del paese batte la mezza
ed il declino del sole,
sembra il ciondolio della testa di un bimbo assonnato.
Che pace,
nonostante le battaglie dell’anima
e la sofferente guarigione del corpo.
Come foglie siamo strappati dal ventre del mistero
ed il vento della vita ci porta senza appello nel domani,
per quanto possibile, per quanto concesso.
Spiego nuovamente le ali bruciate dal male
ed un lampo nel cielo illumina a giorno ogni paura,
lasciando impressa nel cuore
la sensazione di essere ancora felice.
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Tempo addietro

A chi non ho dimenticato e rileggo nei ricordi, come se le parole scritte avessero ancora un suono. Come dicono, succede; strade diverse che si percorrono per qualche tempo e poi divergono, verso nuove mete. Salti nel passato, a piedi uniti come bambini che giocano nelle pozzanghere. Schizzi d’acqua che arrivano lontani, come emozioni che si aprono improvvise dai cassetti chiusi. E come il tramonto chiude gli occhi ogni giorno sulla sua amata terra, così lascio naufragare i miei pensieri. Che se li prenda il vento, perchè ormai, quel che conta, è al sicuro nel mio cuore.
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