Con forza

Non sono le parole a perdere di significato
e neppure i silenzi che le dividono.
E’ la forza di chi cerca di esprimerle
che può mancare,
così come non basta il corso di un fiume
per portare acqua al mare,
se la sorgente è asciutta.
Piove su questo bizzarro Settembre,
sulle vigne spoglie da grappoli e cure,
sulle piscine vuote e le finestre chiuse.
Si respira odore di muschio e funghi,
si pensa al calore della stufa ancora spenta,
si riapre una pagina di un libro abbandonato
e si guarda al cielo come ad un ricordo già lontano.
E la voglia che ho di te,
diventa tenera passione,
colore di foglie che mutano e meravigliano,
profumo di pelle ancora dorata dal sole,
sapore di baci che aprono sigilli sul cuore.
Non sono le parole che mancano nella vita di un uomo,
neppure i silenzi che apparentemente la sospendono.
A volte, è solo la forza di continuare un sogno,
di alimentare una speranza,
di amare ancora come un tempo,
anche quando sembra non si possa fare.
E si attende il sole…
come aprire gli occhi e ritrovare i tuoi.
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Respiri notturni

La notte si sbraccia sul caldo del giorno
e lo stempera soffiando brezza fresca dai monti.
Serata di festa che ora è finita,
inciampando appresso a poche stelle cadenti.
Solo la brace del fuoco rosseggia e sospira.
Tutt’intorno è tornato il silenzio
che ora copre l’eco di voci gioviali e rumore di sedie intorno alla tavola.
Rivedo gli occhi che brillano,
i visi distesi colorati da momenti felici,
un pò per la gioia di esserci,
un pò per quel generoso vino che ci ha accompagnato.
Ogni cosa è tornata al suo posto.
Anche la luna, tonda e fiammante,
che sparge il suo guardo indiscreto in ogni pertugio
ed illumina a giorno prati e sentieri.
Nel bosco aleggia il mistero di animali raminghi
ed improvvisi rumori, senza timore.
Rimango ancora un pò, a chiuder bottega,
senza fretta, quasi con la certezza che piccoli doni
siano rimasti dentro di noi.
E con un beffardo sorriso,
a dispetto del nostro continuo scolpire sogni,
in solitudine,
in riccioli di tenero burro.
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Falso poeta

Rubo parole qua e là,
a volte solo lettere che poi infilo una accanto all’altra,
come perline di collane colorate.
Senza inganno, forse con un poco di scaltrezza,
trovandole sui sentieri avventurosi della vita.
Sono un selvaggio,
in un mondo di grandi signori,
un falso poeta,
che non può definirsi uno spirito libero
per sfuggire alla metrica ed all’ignoranza.
Ma mi permetto di dire,
senza recar offesa,
di esser Imbrattator gentiluomo,
che all’uscita di scena
non scorda di restituire quanto preso,
fino all’ultimo respiro…
o forse all’ultima bugia.
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Tra… me

Tra… me.
Spruzzi bianchi sulla cima dell’ onda
ed il mare batte il pugno sugli scogli inamovibili.
Ma sotto quel tumulto azzurro
regna una pace indescrivibile.
Trattengo il fiato più a lungo possibile
e spalanco gli occhi nell’opacità di un verde
che sfuma in lontananza.
Riemergo al vento teso di levante,
che fa ciondolare cime ed ormeggi,
piega al suo volere bandiere e pensieri,
mentre il vecchio pescatore ripara dietro il muro del porto,
con i segni dei ricordi sulla pelle bruciata dal sale.
È nuovamente l’ora della rivincita,
oggi che tutto cambia, consapevolmente,
anche se in realtà succede sempre
e noi, cechi di pigrizia, non ce ne accorgiamo.
Di nuovo sotto, nel silenzio,
trattenendo il fiato,
sfuggendo alla burrasca che imperversa fuori
e dentro l’animo.
Il battito del cuore rimbomba nel mio petto,
cerco di resistere a quell’istinto di respirare,
aspettando ancora, forse per superare un limite che non ha senso,
se non fosse per un breve volo sull’abisso.
E torno a passeggiare sulla rena bianca,
impronte che si cancellano e si mescolano alle altre.
Nulla di che. Una vita che passa,
a volte arranca, a volte pretende,
a volte si meraviglia ancora di quanto sia preziosa.
Spruzzi bianchi sulla cima delle onde,
che per abitudine o comando
muoiono sulla riva nell’abbraccio di una stessa madre.

 

Campo libero

Si quieta la sera
dopo l’incanto di un inatteso tramonto.
Le nuvole lasciano un varco alla luce
che ora dipinge un angolo scuro di questa stanza.
Nasce un profondo respiro
e gli occhi si staccano dalle pagine scritte di un libro.
I pensieri ritornano a contare le ore che passano,
a raccogliere cocci e pregiate emozioni,
come fossi un mercante che non teme la merce invenduta.
Non si è mai soli quando apri gli occhi alla vita.
La brezza accarezza la sera,
che cala il suo asse di riposo e silenzio
tra questa valle ricca di fatica e di storia.
Quante cose ho cercato
prima di rendermi conto di averle già avute.
Mi abbraccia il rumore del bosco,
mi inebria il suo odore di muschio,
il suo potere che rinsalda la nostra stessa alleanza.
E tutto continua, nonostante le nostre fermate.
Ma non è tutto perso,
quello che accade mentre credi di essere altrove.
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