Per gioco

Giocare con le parole,
ģuardandole mute sopra un foglio bianco.
Coprirle con la mano e non vederle più,
anche se riconosciute
e non fanno più paura.
Proseguire il gioco,
rischiando,
dando loro il vestito di una voce
e riempiere il vuoto di una stanza.
Nessuna eco di ritorno,
voce che si perde dentro i muri,
così come nelle rughe della vita.
Eppure più leggere, adesso,
nonostante il loro carico di pioggia.
Ma fuori, nella notte dispettosa,
c’è una luce intensa per i ladri di tesori.
E le ripeto come un mantra,
mentre faccio pace con me stesso…
e non fanno più paura.
.
..

….

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