A parole

Non è la notte dei miracoli. Il silenzio si è preso possesso della stanza. L’orologio sul muro picchietta incessantemente i suoi secondi, come se non mi appartenessero e potessi barattarli con cioccolato. Due gradi sopra lo zero sotto il porticato, ma già la brina avrà steso il suo bianco pianto sopra i tetti.
La stufa è spenta e le ultime braci hanno chiuso quegli occhi rossastri. Rimane quel tepore a ricordare la danza delle fiamme.
Vigilo sui ricordi e li tengo a bada, così come si fa con l’acqua riempiendo un bicchiere. Guai se dovessero traboccare. Perchè sai, a volte sono sbuffi nell’aria invernale, altre volte sono demoni che feriscono senza preavviso. E nel silenzio delle quattro del mattino potrebbero far male.
Anche fuori nessun rumore. Il bosco dorme pesante, il cielo stellato sembra un’istantanea ed anche la foschia del fondo valle da quel senso d’immobilità.
È la notte dell’attesa, senza miracoli. Attendere la stanchezza, come un bimbo attende la mano della mamma per tornare a casa. Tornano i ricordi, ma sempre allerta li rimetto nel cassetto. Non ora. Ci sono giorni in cui bisogna bastarsi.
Forse oggi è uno di quelli.
.
..

….

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