Poche lettere

Sonnecchia la valle in questa calda mattina d’estate. Un cane abbaia lontano e pochi rumori, che non distinguo, si perdono nella quiete dell’aria. L’erba è bruciata dal sole e le nuvole passano oltre e non piangono, portano altrove la loro malinconia. Sotto questo cielo rimango, come sempre, incantato a guardare. Stessi occhi per guardare le stesse cose, eppure ogni volta c’è qualcosa di nuovo.
Non servono altre parole. Se ora tu fossi con me, capiresti.
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