Il colore della luce
varca il silenzioso buio
di una porta chiusa.
Illumina tristi pareti spoglie,
sporcate dalle ombre degli oggetti dimenticati.
L’aria densa si smuove;
danza in un impalpabile pulviscolo
dentro un raggio in controluce.
Se il tempo ha un odore
qua lo puoi sentire,
sigillato da una chiave
girata nella serratura.
Una nuova opportunità,
ora che l’anima rassegnata
crede di aprirsi al mondo,
ma in realtà non sa ancora
che il mondo l’ha sempre contenuta.


Che sia rassegnata o meno, è bello che si apra al mondo.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
Se il tempo, ha un odore … quel profumo sarà sempre nostro !
E se le porte lo serrano, basta “girare all’ incontrario”, se lo vogliamo col cuore, le loro inutili serrature !!!
Ciao @Spazio …
carezza l’ aria un sole
quasi di primavera,
non ostante tutto !
@Bruno
romaguido: in queste poche righe raccolgo l’esperienza di chi, chiuso nella propria disperazione o rassegnazione, trova la chiave giusta per “irrompere” in quella stanza chiusa: il suo animo.
E finalmente scopre che il mondo non è mai stato qualcosa al di fuori ma piuttosto qualcosa che lo ha sempre compreso.
Ci si isola convinti di lasciare fuori tutto il resto ed invece l’unica cosa da cui ci isoliamo in questi momenti, è solo “il nostro essere”.
“E che sfinge… !”
Ciao
cavaliereerrante: hai ragione, ci sono odori che ci rimangono dentro e sembra di sentirli, rievocandoli con un ricordo, anche se non ci sono.
BUona serata