Un tavolo in legno,
che mostra i segni di un tempo vissuto,
come le sedie occupate dalla loro presenza.
Quiete ombre si muovono sul muro,
specchio della luce e del calore di un fuoco che arde.
Borbottio che sale nell’aria serena,
un rumore che si armonizza con le parole
e diventa profumo che riveste ogni singola cosa.
Non distrae e non disattende,
segnale inequivocabile che il momento è arrivato.
Qualcuno si alza e continua a parlare,
gesti che si compiono senza sospendersi,
parte di un rito che unisce.
La sera avvolge la stanza.
Nei caldi vapori delle tazzine fumanti
si sorseggiano momenti di vero ascolto
e si gusta il sapore di una sincera amicizia.
Caffè per due
16 Ottobre 2009 di spaziocorrente

Mi sono per un attimo trovata avvolta dalle parole del
tuo scritto, ed ho fatto fatica ad uscire perchè mi sentivo
serena e a mio agio.
Ciao
Mi hai preceduto “sonoqui”!
Casa…
@ sonoqui e cucu: felice di aver condiviso con voi queste mie sensazioni. ciao
Sapore di tempi andati, di cose buone, di un abbraccio che è insieme tepore e affetto.
@ romaguido: ultimamente, leggendo i blog che seguo, emerge una malinconia ed un rimpianto legato a ricordi di cose che sono date perdute ed impossibili da rivivere. Ma perchè tanto annaspare nel passato quando c’è un presente da costruire, che noi possiamo creare e non digerire perchè qualcuno ce l’ha già bello e pronto?
Anche il tuo commento mi riporta una cosa simile. Ma perchè!! Questi momenti che descrivo ci sono ancora, sono ancora possibili, dipendono solo da noi anche se il mondo è cambiato, anche se il progresso è avanzato, anche se il male esiste ancora, anche se c’è gente che non ha il tempo che abbiamo noi per cercare il loro spirito…
Io parlo al presente perchè è di questo che mi nutro e che vivo. Viaggio leggero, lo sai, prova a farlo anche tu.
Ciao
Ma, Spazio, mi riferivo esclusivamente alla tua descrizione. E’ vero, in montagna o in qualche piccolo piccolo centro sarà facile trovare un locale così; ma per chi ha in mente atmosfere alla Mac Donald’s il post sembra richiamare le buone cose del passato, la cioccolata calda, consumata senza alcuna fretta discutendo amabilmente, tra “rumori che non distraggono, né disattendono, gesti che si compiono senza sospendersi, in un rito che unisce in sincera amicizia.”