Capita a volte di fermarsi un istante, eccome se capita, molte volte davanti ad un impassibile semaforo rosso (l’hai mai visto muoversi? Se la risposta è si, forse avevi bevuto un po’).
Ma se non sei in strada dove qualcuno ti ricorda prontamente che ti devi spostare, muovere il tuo dolce sedere e con lui il tuo tecnologico mezzo di trasporto, può succedere che ti metti comodo e cominci a sfogliare quelle tue parole scritte non oggi, non ieri, ma in un tempo che ormai non c’è più (e dove è andato per diamine).
Devo ammettere che fa pure piacere ritrovarci dentro sensazioni che ricordi di avere vissuto e devo nuovamente ammettere che ciò che stai rileggendo ti pare anche maledettamente chiaro, a volte pure di una banalità sconcertante, ma per lo meno ti sembra capibile. Ed invece ti accorgi, perché te lo fanno notare, che non è così, che ciò che ti sembra semplice sei riuscito a racchiuderlo in una metafora che si blinda da sola ed è impossibile aprirla, perché non hai lasciato la chiave appesa al solito posto (manco ti eri accorto di averla sto chiave).
Risultato: illeggibile,
perché se scrivi dovresti pure garantire a chiunque di poterti leggere e capire. O forse mi sono perso un passaggio? Si, è anche vero che a volte le cose più illeggibili sono quelle più lette, anche solo nel tentativo portato all’estremo di rileggerle un sacco di volte per poter dire ah si, chiaro, adesso ho capito, anche se in realtà non è così. Un po’ come quando si sorride mentre qualcuno ci parla, come per dire, si ovvio, hai ragione, ma in realtà il sorriso significa che “non ci hai capito un acca” e prendi tempo, sperando che la sua prossima frase ti possa illuminare su quello che il tuo interlocutore sta dicendo.
Che sia la famosa crisi del Lunedì del 13 Luglio 2009, dopo aver assaporato il vino del dolce far niente, cullato dall’onda delle sue mani e dalle parole che non vogliono dire, se non il puro significato che puoi trovare aprendo un qualunque dizionario della lingua italiana (o del dialetto locale)? O come direbbe una mia cara amica, è colpa della notte che non ha portato consiglio (lei dice coniglio), ma ha preferito tacere, buttando dal finestrino della tua mente, le sagge parole che oggi, forse solo oggi, non avevi voglia di dire?
E rieccoci con la metafora, che penso sia una malattia curabile solo da “imminentis vacances solubilis” (dal latino inventis) da prendere a forti dose e per un lungo periodo di tempo. Ma purtroppo in farmacia dicono che devo ancora aspettare; questo benefico rimedio non è ancora arrivato.
Come dicono i grandi “ prendiamo atto di tutto questo e facciamone tesoro”, o come dicono i piccoli “pigliamoci solo il tesoro se c’è e filiamo a gambe levate”.
Oh, il semaforo è verde e già il greve suono prolungato di un clacson dice che mi devo dare una mossa, prima che quel energumeno che sta accennando la discesa dal bilico, mi riporti nel mondo delle stelline che ruotano sopra la testa.
Ma lì, ahimè, rimane il mio illeggibile mondo!.
Illeggibile
13 Luglio 2009 di spaziocorrente

Che strano, Spaziocorrente, questo post ha uno stile completamente diverso dal solito; colpa del desiderio delle “imminentis vacances solubilis”, della notte “che non ha portato coniglio” o della delusione per l’interpretazione assolutamente personale che gli altri danno delle tue parole?
, ed è per questo che ognuno intepreta i tuoi scritti in maniera diversa, a seconda delle contingenze del momento, delle proprie esperienze, deii propri ricordi.
No, non sei chiuso, ermetico, sei solo un poeta
E poi ogni cosa può essere letta in vari modi, ma elencarli tutti equivarrebbe ad una analisi fredda e distaccata; meglio rispondere con la prima sensazione affiorata dalle tue parole… un po’ come nei test psicologici: la prima risposta, quella che ti viene in mente senza quasi pernsare, é la più valida. Accettala così com’é e pensa che comunque il tuo messaggio non è andato a vuoto.
P.S. Ora, per vedere se ho toppato, dovrei rileggere il tuo post, ma non ne ho il tempo. Pazienza! Tanto il mio nuovo avatar mi mette al riparo dal perdere completamente la faccia!
(ma perchè le faccine non si muovono più?).
Buona settimana a tutti!
@ romaguido: penso che le pime due ipotesi vadano bene. Decisamente da scartare la terza.
La sesta riga, beh lasciamo perdere va, siamo seri!.
Bello il tuo nuovo avatar e sta sicura che la faccia non la perdi di sicuro!
Bye
a volte basta solo uno sforzo insignificante perché tutto torni chiaro e leggibile, ma non sempre siamo in vena di farlo (o non sempre gli altri vogliono farlo questo sforzo).