Era una sera buia e tempestosa,
eppure non c’era vento la fuori nel campo.
Sembrava che le nuvole nere coprissero la terra,
eppure non pioveva la fuori nel campo.
Attimi di luce rubati a saette di fuoco,
eppure non si sentiva rumore la fuori nel campo.
L’occhio che scruta da una fessura,
indagando, interrogandosi sulle ombre nel buio del campo.
E dentro l’animo,
senti il calpestio di passi frettolosi nelle pozzanghere.

L’attesa, la paura, l’angoscia, raccontate con l’efficacia di chi la guerra l’ha vissuta in prima persona. E finalmente i brividi, le emozioni, la consapevolezza, che inflazionate videocronache avevano anestetizzato, imprigionandole in una teca di cristallo dall’acre odore di formalina.
Avere paura è incontrollabile.