Non c’è deserto intorno a te che non abbia una fine.
Ci sono giorni in cui ti senti perso, in cui ti guardi intorno e non vedi nulla, solo distese sconfinate di sabbia che si muove e si sposta con il vento. Così i tuoi pensieri che, come migranti, non trovano oasi in cui riposare, in cui distendersi alla frescura di un’ombra e dissetarsi di nuove energie.
E’ il deserto della disperazione, del sentire che il tempo ti sfugge di mano, in cui il passo è pesante, affonda e confonde, lasciando dietro di te inutili tracce che si cancelleranno col vento.
Sull’orizzonte cerchi di sfuggire a quei miraggi che ti hanno descritto, un duro sforzo per discernere il falso dal vero, mentre si insinua come serpe affamata la tentazione di lasciarsi andare, vestita come scelta invitante al riposo.
Ma non disperare mai, perchè ogni deserto ha una fine, un limite in cui la sabbia si ferma e trovi nuovamente la terra. Un limite da cui ricominciare, dove l’acqua non si disperde inghiottita dal nulla ma nutre e crea nuova vita. Ognuno di noi ha la riserva necessaria, ed a volte sconosciuta, per ritrovare la forza di uscirne o per gridare “ho bisogno di aiuto”, perchè anche nel più assordante silenzio di sabbia ci sono voci che si trasmettano fino a chi può sentirle.
E non è questione di crederci, è così.

Bellissimo, Spazio, questo tuo ottimismo saldo, fiducioso, adamantino, non inguaribile, perchè non è cieco, ostinato, fuorviante, ma ricco di speranza e di fiducia nell’uomo, “perchè anche nel più assordante silenzio di sabbia ci sono voci che si trasmettano fino a chi può sentirle”. Grazie.
Grazie a te Romaguido. Sempre troppo buona!
Esatto. Anche il più grande dolore, qui sulla eterna, non è eterno, prima o poi finisce, solo per il fatto che esiste la morte. Infatti non è mai nato nessuno che non debba un giorno morire.
Quello che a cui dobbiamo prestare attenzione è il supplizio eterno, per questo abbiamo 10 comandamenti da rispettare.:-)
Scusa, mr loto, ma questa tua osservazione a metà tra Lucrezio e il Giudizio Universale sa un po’ di minaccia; non sai che il cristianesimo è sopratutto Gioia, Amore, Misericordia?
Per Romaguido:
Mi spiace tu l’abbia interpretata come una minaccia, ma semmai è una consolazione.
Scusami, mr loto, ma il pensiero che in alcuni casi solo la morte riesca a porre fine al nostro dolore e che dopo possa toccarci il supplizio eterno mi ispira più angoscia e disperazione che consolazione. In un orecchio ti dirò che la tua frase sulla morte mi ha ricordato la freddura secondo la quale “solo il pavimento arresta la caduta dei capelli”
; non è così, le soluzioni a volte possono esserci e noi non dobbiamo mai perdere la voglia di ricercarle.
Dal post di spaziocorrente traspira una salda fiducia nell’uomo e nella solidarietà umana; d’accordo, secondo il credente è solo Dio che dà la forza e l’aiuto necessario a superare le difficoltà; ma quello stesso Dio è Perdono, Misericordia, Amore. I dieci comandamenti servono, secondo me, a creare già sulla terra, laddove adeguatamente osservati, una situazione di fiduciosa serenità e non a vivere nel terrore del supplizio universale, quasi si trattasse di una spada di Damocle capace di toglierci ogni slancio di sana umanità.
Io la penso così…
Ho capito. Ma se accetti il senso dei dieci comandamenti è implicito accettare anche l’esistenza dei peccati mortali che si commettono violando alcuni dei comandamenti, tra cui “Non commettere adulterio”, che molti oggi sembrano aver dimenticato. Logicamente un peccato mortale è tale per la nostra anima, e chi muore con un peccato mortale sulla coscienza….beh ritengo non sia una bella cosa.
Questo non è assolutamente un mio giudizio, è solamente parte del credo cristiano, sotto gli occhi di chi crede, nient’altro.
Per il resto ….ama il prossimo tuo come te stesso.:-)
Ah, mr loto, fosse “solo” l’adulterio la piaga dei nostri giorni!
Una volta dissi che mi preoccupavo di evitare agli altri una cosa (ora non ricordo di che si trattasse) che a me dava molto fastidio e qualcuno mi fece notare che stavo applicando la massima evangelica “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Forse basterebbe questo a farci stare molto meglio; ma non dobbiamo dimenticare che ognuno di noi ha un suo sentire, una sua storia, una sua fragilità. Chi è senza peccato… Su, ce lo fai un sorriso?