Oggi sembra quasi impossibile avere tempo per fermarsi a scrivere, lasciando su questo spazio bianco quello che normalmente passa nella mente, di solito in un’attimo sfuggente, fermo ad un semaforo rosso.
Non c’è bisogno di un altro blog, direbbero forse a ragione alcune persone. Ma forse è anche vero che questo blog serve più a me: se poi altre persone ne trarranno vantaggio tanto meglio, perché è anche vero che si cresce solo nel dialogo aperto e sincero con chi ti sta “difronte” e nell’ascolto c’è la saggezza dell’esperienza.
Non si naviga fra le nuvole perché sono consapevole che è nella vita quotidiana che bisogna vivere, ma però è importante sapere che ci si può fermare od almeno rallentare, mettere in folle, liberare lo stress e ripartire.
Sarà capitato anche a voi nel turbine della vostra vita di assaporare piccoli momenti in cui sembra che il tempo si dilati, ma non nella noia e nell’apatia di un sogno consumato, ma nella freschezza di un contatto con una realtà nuova o nel risveglio del vostro essere di fronte a qualcosa che apparentemente conoscevate da tanto tempo. E’ un po’ come quando ci si sveglia la mattina e spalancando le ante chiuse sei inondato da una luce intensa, stordito piacevolmente dal cielo azzurro e dall’aria frizzante. E’ una sensazione di ricarica immediata ed è difficile trattenere un sorriso di felicità.
Oggi il mondo sembra viaggiare ad una velocità troppo alta, tanto che molti sembrano restare indietro, altri vivono per rincorrerlo ed altri ancora si fermano ad interrogarsi e si perdono il viaggio. Io vorrei solo rallentarlo un pò!. Da solo è probabilmente un’utopia ma insieme si può fare. Sono convinto che ogni uomo fa la differenza, figuriamoci un insieme di uomini che credono in ciò che fanno. A volte si è convinti che il nostro piccolo bagaglio di idee e di emozioni scompaia di fronte al mare della moltitudine ma non è così. Ognuno di noi, quando parla, quando ascolta, quando sorride, quando piange, quando si confronta con un altro uomo, sta trasmettendo qualcosa e che piaccia o no, sta modificando in quell’istante la vita di chi in quel momento è con lui.
Questo vuol dire “che possiamo fare la differenza”. E’ ora che ognuno faccia la differenza, consapevole di essere un seminatore di scintille pronte ad accendere grandi falò. C’è bisogno di molta luce per godere delle meraviglie della vita e per rischiarare il buio dei dolori.
Ogni volta che riusciremo a godere di un tramonto nel bel mezzo del traffico, a sorridere a quella scena sul marciapiede mentre il notiziario ti ubriaca di notizie devastanti, a sentire che possiamo fare la differenza parlando con una persona che è pronta ad ascoltarti, avremo contribuito a rallentare la folle corsa del mondo, facendo tirare il fiato anche a chi non smette mai di correre.

Ciao. La prima cosa che noto è che sei arrivato da poco. Fresco e pieno di speranze. Ho letto un paio di volte il commento che hai lasciato da me e sono d’accordo in tutto.
Alla base c’è qualcosa però da chiarire. Chi mi ha deluso non è “un” uomo, non è il “mio” uomo. Sono più persone, con cui mi sono trovata ad avere rapporti differenti. Persone a cui penso di avere dato e anche di avere avuto, per certi versi. Persone da cui io, anche se i nostri rapporti col passare del tempo si sono trasformati, modificati, pensavo di avere affetto, comprensione. Parlo di questo, capisci. Non parlo di “amore”. Anche se in certi casi c’è o c’è stato nel passato.
Comunque grazie, un bel commento, di quelli che fanno riflettere.
Ben arrivato in questo mondo virtuale, spesso così poco viruale.
12 ottobre: ma non è il giorno della scoperta dell’America?
Beh, mi pare di buon auspicio.